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martedì 26 maggio 2026

La sofferenza è una scelta


Sottovalutiamo sistematicamente il potenziale della forza di volontà. Ci sentiamo spesso in balìa di eventi avversi e ci crogioliamo nella sensazione di impotenza, senza nemmeno tentare di fare qualcosa per cambiare le condizioni.

In questo post vorrei affrontare diversi argomenti.

Partiamo dal primo: la "tecnica dei 5 secondi". Secondo la scrittrice di self-help Mel Robbins, quando c'è un blocco fra il "dovere" e la capacità di superare lo step dell'inizio, è sufficiente contare all'inverso da cinque fino a "zero". Allo "zero", imporsi di cominciare. Ho vagliato la tecnica e appurato che funziona. E non è altro che il potere della forza di volontà in atto.

Porto un esempio personale.

Capita a tutti, ogni tanto, di bere un bicchiere di troppo, e di sentire di aver esagerato... al punto da non essere più molto lucidi. Avendo avuto, in passato, una dipendenza dall'alcool, a me è capitato spesso. Eppure, magari perché mi trovavo in contesti sociali dove fare gli sciocchi era inappropriato, anche se mi capitava di bere una bottiglia, tutta per intero, riuscivo a mantenere, con la sola forza di volontà, un'apparenza lucida e razionale. Viceversa, se mi capitava di bere lo stesso quantitativo e tipo di alcool da sola, a casa, mi sentivo libera di dare libero sfogo all'ebbrezza e sembravo perfettamente "ubriaca" come ero. Perché lo stesso quantitativo di etanolo nel sangue opera due risultati diversi a seconda delle circostanze?

Perché la volontà è... o può essere, addirittura più potente di uno stato mentale alterato.

E, se questo vale per le sostanze psicotrope, va da sé che dovrebbe valere allo stesso modo per gli stati d'animo.

Lo psicologo e filosofo Alfred Adler avanzò la tesi che le nostre emozioni fossero totalmente sotto il nostro controllo; che, più che dipendere da una causa, siano volte ad una finalità.

Così noi possiamo scegliere, in qualunque circostanza, di arrabbiarci (per il fine di imporre il nostro potere sull'altro), o di restare perfettamente calmi; e allo stesso modo, possiamo "scegliere" se soffrire o essere felici -- in ogni momento di ogni giorno.

La felicità è infatti più una scelta che una condizione esistenziale.

Spesso ci crogioliamo nel dolore, compiendo -- più o meno consciamente -- scelte autolesive. Indirizziamo i nostri pensieri verso la negatività, ignorando le cose che potrebbero rinforzare positivamente la nostra energia. E ci teniamo, volontariamente, in situazioni degradanti nella caparbietà della non-azione e dell'amore per l'infelicità. Fare un lavoro che non ci piace. Correre dietro ad una persona che ci rifiuta e ci tratta male. Nella fattispecie, se riconosciamo in lei delle caratteristiche caratteriali che ci fanno innamorare, ci fissiamo su di lei in maniera quasi ossessiva, ci struggiamo per l'amore che non sa (perché non può) darci; eppure basterebbe accettare quello stato di cose ("Tizio non è innamorato di me") e mantenere fisso l'obiettivo: il vero obiettivo; una persona (simile a Tizio, ma che non sia, chiaramente, lui) che ricalchi gli stessi atteggiamenti e pertanto "copra" gli stessi bisogni.

Facciamo un passo indietro per definire il significato di "bisogno".

Il "bisogno" è qualcosa di cui non puoi assolutamente fare a meno per la tua felicità. Il desiderio è qualcosa di diverso: è qualcosa che vuoi, ma di cui puoi fare a meno.

Ad esempio: un "bisogno" è o può essere lavorare per essere ben inseriti nel tessuto socio-economico della propria nazione; un "desiderio" può essere possedere la nuova Tesla o una grande vasca idromassaggio in bagno.

Lavorare è connesso alla felicità perché sazia il bisogno animico di appartenenza (alla società).

La Tesla o la vasca idromassaggio sono un "plus" di cui in fondo si può fare a meno.

E' importante distinguere desideri da bisogni e concentrarsi su questi ultimi, lavorando con caparbietà e disciplina, ogni giorno, per realizzarli.

Mantenersi fissi sull'obiettivo per mezzo della volontà in realtà non è "parte" ma tutto ciò che serve per la buona riuscita dell'obiettivo stesso.

Ci saranno per forza ostacoli sulla strada per raggiungerlo: se il focus resta fisso sulla realizzazione del bisogno, il bisogno, prima o poi, verrà esaudito.

Non dobbiamo sottovalutare la volontà perché, se le circostanze sono mutevoli e imprevedibili, essa costituisce comunque un buon 90% di ciò che ci serve per essere felici.