mercoledì 5 agosto 2026
Le persone che non vivono a lungo ma vivono come vogliono
giovedì 16 luglio 2026
La grassofobia è misoginia
domenica 12 luglio 2026
La facilità del "Chi tu sei" e la complessità del "Chi io sono"
L'etichetta che più frequentemente applichiamo a chi non tolleriamo, specie se poi abbiamo alcuni tratti di tipo narcisistico, è tendenzialmente "cretino".
lunedì 29 giugno 2026
Le radici psicologiche del razzismo
domenica 28 giugno 2026
"Incomunicabilità" come vera solitudine: quando il mondo parla una lingua diversa
Esiste una forma di solitudine che non dipende dall'essere fisicamente soli. Può manifestarsi in una stanza piena di persone, durante una cena tra amici o persino nel continuo scambio di messaggi che caratterizza la nostra quotidianità. E' la solitudine dell'incomunicabilità: quella sensazione sottile e dolorosa di non riuscire a essere davvero compresi, o di non trovare le parole per raccontare ciò che si prova.
lunedì 22 giugno 2026
Il giorno del padre
"I read yesterday was the father’s day in the US (in Italy this years happened on March 19th). I wish to express my solidariety to all the women here who have had a disfunctional father. Mine was too. When I was very little (3–4 yo) he used to call me “ugly”, “fat” (I was very tiny actually), “stupid”, and his brothers tripped me up when I was running, making me fall into the ground. So I have been kept away from him and the paternal family, that anyway never recognized me as “an element of them”. At my sisters’ Graduation Party in Medicine, on July 2019, my aunt, the sister of my father, never looked at me or talked or greeted me, not even once.
At the same time, when I was a baby I was living with an uncle (who was a father too) who once told me to “Call him ‘dad’”. He was not so smart, but this was not his worst characteristic. He was a bit violent and beated me every day with the most trivial excuses. He was a psychotic who committed something really serious toward me when I was just a kid. I felt a deep grudge toward him during all his lifetime. He was unable to accept my hatred, so spreaded voices against me inside the little Sicilian village. He talked back at me describing me… in the worst manners.
These two “ominids” have been my paternal figures. Since I have been treated like a symp by men even when I became adult, and for “misogynist” reasons, my (incomprensible) love toward their gender gradually faded into true hate (misandry).
“Any fool with a dick can have a kid, but it takes a man to be a father”. Don’t be sad if you’ve had a father that is a piece of shit. These things tend to lose importance in time.
Apreciate the great fortune of having had one who is or was good, because to find a father (or a man) worth of this title is a rare event."
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Stanotte ho fatto un sogno particolare.
Ho sognato di dipingere un quadro di un campo di fiori con una donna che sedeva in mezzo ad essi. Il risultato piaceva a me e piaceva al mio fidanzato. Il problema era trovare un posto ove appenderlo nella nostra casa.
Il mio compagno spostava i cari pesciolini di legno (mio acquisto) accanto al televisore. Li sganciava dal muro mentre io sganciavo altri quadri per trovare posto al nuovo dipinto. In particolare qualche tempo fa ho fatto un dipinto su una suora triste che è comparso nel sogno. Al suo solito posto. Volevo tenere il nuovo dipinto lontano da lì -- il corridoio buio che porta in camera da letto.
In cucina mi lamentavo dei pesciolini staccati dal muro. Erano blu. Volevo rimetterli a posto ma sembrava si moltiplicassero...
Alla fine sceglievo una porzione di muro ove appendere il dipinto. Avrei preso martello e chiodo, perché avevo rinunciato all'idea di sostituirlo con qualcun altro.
Uscivo perciò in una grande veranda simile a un bar-pub che frequentiamo noi due. C'erano le panchine e le luci dorate penzolanti al loro posto. Il cielo era tempestoso e ceruleo. Scendeva improvvisamente la notte. Provavo paura. Afferravo il martello che era su una panchina e tornavo dentro casa. Chiudevo saldamente a chiave la porta-finestra mentre un'ombra scura si appropinquava.
Alla fine vedevo un fiume di fuoco scorrere fino a casa. Un drago macchiettistico con occhi infuocati guardarmi con curiosità e desiderio.
Il mio inconscio si è risvegliato -- ho capito di star sognando. Ho intimato al drago di ritirarsi. Si è ritirato con sguardo deluso. Ho poi pensato: "Voglio..."... ma non è accaduto. Non era un sogno che potessi totalmente controllare.
Un sogno semi-lucido. Il drago mi era simpatico, ma mi era fastidioso.
Sembra sia un sogno positivo.
lunedì 8 giugno 2026
Ma il Male esiste davvero?
sabato 30 maggio 2026
Fuori e (è) dentro, e la conciliazione delle polarità opposte
La legge dello Specchio enuncia un principio psicologico semplice: ogni persona alla quale reagiamo emotivamente rappresenta delle parti di noi che rifiutiamo (nel caso del disprezzo o dell'odio) o che amiamo (nel caso dell'apprezzamento e della stima); in tutti i casi che ci rispecchiano.
martedì 26 maggio 2026
Il potere della forza di volontà
In questo post vorrei affrontare diversi argomenti.
Partiamo dal primo: la "tecnica dei 5 secondi". Secondo la scrittrice di self-help Mel Robbins, quando c'è un blocco fra il "dovere" e la capacità di superare lo step dell'inizio, è sufficiente contare all'inverso da cinque fino a "zero". Allo "zero", imporsi di cominciare. Ho vagliato la tecnica e appurato che funziona. E non è altro che il potere della forza di volontà in atto.
La volontà è... o può essere, addirittura più potente di uno stato mentale alterato.
E, se questo vale per le sostanze psicotrope, va da sé che dovrebbe valere allo stesso modo per gli stati d'animo.
Lo psicologo e filosofo Alfred Adler avanzò la tesi che le nostre emozioni fossero totalmente sotto il nostro controllo; che, più che dipendere da una causa, siano volte ad una finalità.
Così noi possiamo scegliere, in qualunque circostanza, di arrabbiarci -- per il fine di imporre il nostro potere sull'altro --, o di restare perfettamente calmi; e allo stesso modo, possiamo "scegliere" se soffrire o essere felici -- in ogni momento di ogni giorno.
La felicità è infatti più una scelta che una condizione esistenziale.
Spesso ci crogioliamo nel dolore, compiendo -- più o meno consciamente -- scelte autolesive. Indirizziamo i nostri pensieri verso la negatività, ignorando le cose che potrebbero rinforzare positivamente la nostra energia. E ci teniamo, volontariamente, in situazioni degradanti nella caparbietà della non-azione e dell'amore per l'infelicità. Fare un lavoro che non ci piace. Correre dietro ad una persona che ci rifiuta e ci tratta male. Nella fattispecie, se riconosciamo in lei delle caratteristiche caratteriali che ci fanno innamorare, ci fissiamo su di lei in maniera quasi ossessiva, ci struggiamo per l'amore che non sa (perché non può) darci; eppure basterebbe accettare quello stato di cose ("Tizio non è innamorato di me") e mantenere fisso l'obiettivo: il vero obiettivo; una persona (simile a Tizio, ma che non sia, chiaramente, lui) che ricalchi gli stessi atteggiamenti e pertanto "copra" gli stessi bisogni.
Facciamo un passo indietro per definire il significato di "bisogno".
Il "bisogno" è qualcosa di cui non puoi assolutamente fare a meno per la tua felicità. Il desiderio è qualcosa che vuoi, ma di cui puoi fare a meno.
In questo contesto, il "bisogno" è l'amore; le caratteristiche (mentali e identitarie) di Tizio richiamano in me l'amore; ma che sia "proprio lui" a soddisfare il mio bisogno d'amore, è relativo.
E' importante distinguere desideri da bisogni e concentrarsi su questi ultimi, lavorando con caparbietà e disciplina, ogni giorno, per realizzarli.
Mantenersi fissi sull'obiettivo per mezzo della volontà in realtà non è "parte" ma tutto ciò che serve per la buona riuscita dell'obiettivo stesso.
Ci saranno per forza ostacoli sulla strada per raggiungerlo: se il focus resta fisso sulla realizzazione del bisogno, il bisogno, prima o poi, verrà esaudito.
Non dobbiamo sottovalutare la volontà perché, se le circostanze sono mutevoli e imprevedibili, essa costituisce comunque un buon 90% di ciò che ci serve per raggiungere gli obiettivi che ci rendono felici.
lunedì 25 maggio 2026
Gabor Maté, il trauma e il mito della "normalità"
| Gabor Maté |
sabato 23 maggio 2026
Siamo responsabili dei nostri mali?
Che io possa avere la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,La forza di cambiare quelle che posso cambiare,E la saggezza di capirne la differenza.
domenica 3 maggio 2026
Il cosiddetto "perdono"
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| Ego te absolvo in nomine Pater, filii et Spiritus Sancti |
- Nota 1: Verificare accuratamente che colui il quale "perdoni" voglia il tuo perdono. Perché spesso -- quasi sempre -- se ne sbatte. Quindi se il tuo perdono non lo fa facepalmare e ridere, al massimo gli procura disprezzo se non odio.
- Nota 2: E così, dovrebbe servire a te, e a te soltanto, "per sentirti meglio"? Pensare di per-donare (donare) a chi ci scatarra sopra, al tuo per-dono? E' inutile. Non serve letteralmente a nulla. Anzi: ti fa solo stare peggio.
- Nota 3: Tu perdoni CHI? Tu sei "l'assoluta parte lesa" e concedi "la tua grazia" al cosiddetto "assoluto peccatore"? E' come mettersi su un piedistallo di superiorità e far scendere la polverina dorata di Dio buono e misericordioso sull'Angelo Caduto. Ma chi ti credi di essere? Se pure fossi più parte lesa che in causa, ciascuno ha le sue ragioni per far quello che fa -- e non sta a te "perdonare"; al limite, per chi vuole crederci, sta a Dio. (Di cui tu non fai le veci. Nemmeno se sei il Papa -- soprattutto se sei il Papa.)
martedì 28 aprile 2026
La stupidità umana secondo Carlo Maria Cipolla
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| Carlo Maria Cipolla |
- Lo stupido. Lo stupido reca svantaggio a sé ed anche al prossimo.
- Il criminale/bandito. Il criminale o bandito arreca vantaggio a sé e svantaggio al prossimo.
- Lo sprovveduto. Lo sprovveduto avvantaggia il prossimo e reca danno a se stesso.
- L'Intelligente. Procura vantaggio a sé ed anche al prossimo.
martedì 14 aprile 2026
Rabbia e dolore
La natura dell'odio
- Odio. Come già detto, è invidia di base, e dirò di più - odio e invidia sono praticamente la stessa cosa. In filosofia si parla di "invidia esistenziale" quando essa non si rifà ai possedimenti dell'altro o alle sue qualità, ma alla sua mera esistenza. (E' il caso dei fratelli maggiori che odiano i minori, narcisisticamente, perché li hanno privati del posto privilegiato di "figli unici" davanti ai genitori).
- Rancore. Il rancore è prova di una mente retoricamente "ottusa" in quanto incapace di concepire altri punti di vista e altri vissuti dal proprio. Si cova rancore perché ci si sente "assolutamente vittime"; sentirsi "assolutamente vittime" significa non capire la propria parte di colpa che esiste in tutte - ma proprio tutte - le dinamiche conflittuali umane.
- Dinamiche di potere come la svalutazione. Quando ci si sente insicuri, e quando si percepisce la vita come una lotta costante, in altre parole - quando si è competitivi, è un continuo "mors tua, vita mea". Le persone più deboli hanno bisogno di affondare il prossimo per sentirsi meno insicure e difettose.
- Sadismo. Questo è proprio dei caratteri antisociali. Il sadismo subentra in una mentalità quando chi ne soffre è stato a propria volta trattato in modo sadico da bambino. Il "modello sadico" viene interiorizzato e riprodotto sugli altri percepiti come "più deboli" sotto forma di tortura o maltrattamenti di diverso tipo. Qui si tenta di risolvere il conflitto traumatico irrisolto del essersi sentiti impotenti di fronte al sadismo dei genitori riproducendolo come in un "gioco di ruolo" in cui si è, questa volta, oppressori e non oppressi.


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