La legge dello Specchio enuncia un principio psicologico semplice: ogni persona alla quale reagiamo emotivamente rappresenta delle parti di noi che rifiutiamo (nel caso del disprezzo o dell'odio) o che amiamo (nel caso dell'apprezzamento e della stima); in tutti i casi che ci rispecchiano.
sabato 30 maggio 2026
Fuori e (è) dentro, e la conciliazione delle polarità opposte
La legge dello Specchio enuncia un principio psicologico semplice: ogni persona alla quale reagiamo emotivamente rappresenta delle parti di noi che rifiutiamo (nel caso del disprezzo o dell'odio) o che amiamo (nel caso dell'apprezzamento e della stima); in tutti i casi che ci rispecchiano.
martedì 26 maggio 2026
Il potere della forza di volontà
In questo post vorrei affrontare diversi argomenti.
Partiamo dal primo: la "tecnica dei 5 secondi". Secondo la scrittrice di self-help Mel Robbins, quando c'è un blocco fra il "dovere" e la capacità di superare lo step dell'inizio, è sufficiente contare all'inverso da cinque fino a "zero". Allo "zero", imporsi di cominciare. Ho vagliato la tecnica e appurato che funziona. E non è altro che il potere della forza di volontà in atto.
La volontà è... o può essere, addirittura più potente di uno stato mentale alterato.
E, se questo vale per le sostanze psicotrope, va da sé che dovrebbe valere allo stesso modo per gli stati d'animo.
Lo psicologo e filosofo Alfred Adler avanzò la tesi che le nostre emozioni fossero totalmente sotto il nostro controllo; che, più che dipendere da una causa, siano volte ad una finalità.
Così noi possiamo scegliere, in qualunque circostanza, di arrabbiarci -- per il fine di imporre il nostro potere sull'altro --, o di restare perfettamente calmi; e allo stesso modo, possiamo "scegliere" se soffrire o essere felici -- in ogni momento di ogni giorno.
La felicità è infatti più una scelta che una condizione esistenziale.
Spesso ci crogioliamo nel dolore, compiendo -- più o meno consciamente -- scelte autolesive. Indirizziamo i nostri pensieri verso la negatività, ignorando le cose che potrebbero rinforzare positivamente la nostra energia. E ci teniamo, volontariamente, in situazioni degradanti nella caparbietà della non-azione e dell'amore per l'infelicità. Fare un lavoro che non ci piace. Correre dietro ad una persona che ci rifiuta e ci tratta male. Nella fattispecie, se riconosciamo in lei delle caratteristiche caratteriali che ci fanno innamorare, ci fissiamo su di lei in maniera quasi ossessiva, ci struggiamo per l'amore che non sa (perché non può) darci; eppure basterebbe accettare quello stato di cose ("Tizio non è innamorato di me") e mantenere fisso l'obiettivo: il vero obiettivo; una persona (simile a Tizio, ma che non sia, chiaramente, lui) che ricalchi gli stessi atteggiamenti e pertanto "copra" gli stessi bisogni.
Facciamo un passo indietro per definire il significato di "bisogno".
Il "bisogno" è qualcosa di cui non puoi assolutamente fare a meno per la tua felicità. Il desiderio è qualcosa che vuoi, ma di cui puoi fare a meno.
In questo contesto, il "bisogno" è l'amore; le caratteristiche (mentali e identitarie) di Tizio richiamano in me l'amore; ma che sia "proprio lui" a soddisfare il mio bisogno d'amore, è relativo.
E' importante distinguere desideri da bisogni e concentrarsi su questi ultimi, lavorando con caparbietà e disciplina, ogni giorno, per realizzarli.
Mantenersi fissi sull'obiettivo per mezzo della volontà in realtà non è "parte" ma tutto ciò che serve per la buona riuscita dell'obiettivo stesso.
Ci saranno per forza ostacoli sulla strada per raggiungerlo: se il focus resta fisso sulla realizzazione del bisogno, il bisogno, prima o poi, verrà esaudito.
Non dobbiamo sottovalutare la volontà perché, se le circostanze sono mutevoli e imprevedibili, essa costituisce comunque un buon 90% di ciò che ci serve per raggiungere gli obiettivi che ci rendono felici.
lunedì 25 maggio 2026
Gabor Maté, il trauma e il mito della "normalità"
| Gabor Maté |
sabato 23 maggio 2026
Siamo responsabili dei nostri mali?
Che io possa avere la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,La forza di cambiare quelle che posso cambiare,E la saggezza di capirne la differenza.
giovedì 21 maggio 2026
Sull'attentato di Modena
giovedì 14 maggio 2026
Il giocattolo di Dio, o "il Necessario"
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre.Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
domenica 10 maggio 2026
Una scrittrice che ricordo con affetto
domenica 3 maggio 2026
Il cosiddetto "perdono"
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| Ego te absolvo in nomine Pater, filii et Spiritus Sancti |
- Nota 1: Verificare accuratamente che colui il quale "perdoni" voglia il tuo perdono. Perché spesso -- quasi sempre -- se ne sbatte. Quindi se il tuo perdono non lo fa facepalmare e ridere, al massimo gli procura disprezzo se non odio.
- Nota 2: E così, dovrebbe servire a te, e a te soltanto, "per sentirti meglio"? Pensare di per-donare (donare) a chi ci scatarra sopra, al tuo per-dono? E' inutile. Non serve letteralmente a nulla. Anzi: ti fa solo stare peggio.
- Nota 3: Tu perdoni CHI? Tu sei "l'assoluta parte lesa" e concedi "la tua grazia" al cosiddetto "assoluto peccatore"? E' come mettersi su un piedistallo di superiorità e far scendere la polverina dorata di Dio buono e misericordioso sull'Angelo Caduto. Ma chi ti credi di essere? Se pure fossi più parte lesa che in causa, ciascuno ha le sue ragioni per far quello che fa -- e non sta a te "perdonare"; al limite, per chi vuole crederci, sta a Dio. (Di cui tu non fai le veci. Nemmeno se sei il Papa -- soprattutto se sei il Papa.)
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