Un gioco di specchi. Sapresti sopravvivere incontrando il tuo doppio?
Il tuo doppio è in ogni persona che incontri. L'universo di fuori è di dentro. Ciò che troviamo insopportabile nell'altro è ciò che ci rappresenta. L'insulto definisce più chi lo adopera che chi lo riceve.
Quando colpiamo l'altro con certe parole, sono le stesse che useremmo nei momenti di sconforto per definire noi stessi. Non è mai capitato che nel bel mezzo di una furiosa escalation di violenza, di violenza verbale, una vocina suggerisse: "questo sei tu", "non lui"? Il cardine del senso di colpa successivo è proprio riconoscere in sé il male che si proietta sull'altro.
Non incontriamo altro che parti noi in ciascuna persona. Tanto più se ci provocano delle reazioni: odio, disprezzo, rifiuto. Vediamo le parti di noi che sono inaccettabili nell'altro e per distruggerle le tartassiamo di fuori.
Il processo di individuazione riguarda il guardare in faccia il male interno a ciascuno di noi e smettere di proiettarlo di fuori per ucciderlo - piuttosto "accoglierlo", perché ha bisogno di essere compreso ed ascoltato.
