giovedì 13 agosto 2026
A crack in a castle of glass
mercoledì 12 agosto 2026
Sonno profondo
martedì 11 agosto 2026
Troppa grazia
Tutte le lingue che derivano dal latino formano la parola compassione col prefisso “com-” e la radice passio, che significa originariamente “sofferenza”.In altre lingue, ad esempio in ceco, in polacco, in tedesco, in svedese, questa parola viene tradotta con un sostantivo composto da un prefisso con lo stesso significato seguito dalla parola “sentimento” (in ceco: soucit; in polacco: wspol-czucie; in tedesco: Mit-gefuhl; in svedese: med-kansla).Nelle lingue derivate dal latino, la parola compassione significa: non possiamo guardare con indifferenza le sofferenze altrui; oppure: partecipiamo al dolore di chi soffre. Un’altra parola dal significato quasi identico, pietà (in inglese pity, francese pitiè, ecc) suggerisce persino una sorta di indulgenza verso colui che soffre. Aver pietà di una donna significa che siamo superiori a quella donna, che ci chiniamo, ci abbassiamo al suo livello.E’ per questo che la parola compassione generalmente ispira diffidenza; designa un sentimento ritenuto mediocre, di second’ordine, che non ha molto a che vedere con l’amore. Amare qualcuno per compassione significa non amarlo veramente.Nelle lingue che formano la parola compassione non dalla radice “sofferenza” (passio) bensì dal sostantivo “sentimento”, la parola viene usata con un significato quasi identico, ma non si può dire che indichi un sentimento cattivo o mediocre.La forza nascosta della sua etimologia bagna la parola di una luce diversa e le dà un senso più ampio: avere compassione (co-sentimento) significa vivere insieme a lui qualsiasi altro sentimento: gioia, angoscia, felicità, dolore.Questa compassione (nel senso di soucit, wspòlczucie, Mit-gefuhl, medkansla) designa quindi la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia dei sentimenti, è il sentimento supremo.
lunedì 10 agosto 2026
Storie
sabato 8 agosto 2026
Chi vuol esser lieto sia (che vita)
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Io che bevo la mia birra come Jessica sbocconcella "strano" la sua banana "chic". |
venerdì 7 agosto 2026
Farewell di Guccini // Un Blasfemo di De André
E' un'emorragia, ma solo per un istante -- il tempo di versare due lacrime in croce. Poi la ferita impietosamente si richiude e chiude dentro di sé tutto il sangue coagulato che gonfia la pelle e la fa dolere come se fosse pressata da un ferro da stiro.
giovedì 6 agosto 2026
La fine del Paese delle Meraviglie
mercoledì 5 agosto 2026
Le persone che non vivono a lungo ma vivono come vogliono
sabato 1 agosto 2026
Orientarsi da soli, in principio di fine
"Poveracci, senza un futuro", così diceva lei. "Gli danno il pane per sopravvivere, ma cos'hanno davanti a loro?". E mi tirava un'occhiata bieca di sottecchi. Non so perché gli immigrati dovrebbero avere il suo cuore immacolato mentre sua figlia... Nonostante viva la stessa situazione, più o meno. Lo sa bene. (Proprio in quanto lo sa, parla così).
giovedì 30 luglio 2026
Fuori dal pozzo
Sono successe una serie di cose che non ci tengo a riportare -- l'alcool è micidiale e incasina la mia vita-già-bella-che-incasinata ulteriormente.
domenica 26 luglio 2026
Per vedermi partire
lunedì 20 luglio 2026
Dopo e prima del compimento
domenica 19 luglio 2026
Poteva andare peggio
Torno nella zona di casa per farmi il colore e quessto è il tristo risultato.
martedì 14 luglio 2026
Maladaptive daydreaming
sabato 11 luglio 2026
Beata gente...
giovedì 9 luglio 2026
Sono pazza di me
E voglio gridarlo ancora
martedì 7 luglio 2026
Ricominciare a fluire
venerdì 3 luglio 2026
Mono no aware
Stamattina avevo deciso: mai più avrei aspettato Godot. Di conseguenza Godot s'è fatto vivo. Ha fatto "cucù" come per scherzo del destino. Per le correnti esoteriche, non è una riapertura d'un capitolo. E' il segnale di una sua chiusura definitiva
giovedì 2 luglio 2026
Ci siamo
Ho avuto modo di finire "La civetta cieca" e di cominciare a scrivere una storia a tema, che il mio fidanzato ha definito "grottesca" ma in realtà sarebbe drammatica. Potete trovarla qui, se avete due minutini per spulciarla (ho pubblicato pochi capitoli e molto, molto brevi).
I primi tre giorni nella terra natìa sono scorsi tranquilli: dopo un quattro anni di domicilio al Nord nessuno (o quasi) sembrava far caso a me.
Capirete quanto, per una donna sottoposta a pettegolezzo sistematico, questa normale e scontata situazione sia un sollievo.
Ecco: voi "normali": non date per scontata la fortuna di passare inosservati.
O di non essere trattati sgarbatamente dalla maggior parte delle persone.
Tornando al viaggio (Ryanair ovviamente), quando siamo partiti c'era questa bella luna piena.








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