Sono fratture.
Piccole fratture nel quadro della realtà.
Tornano gli scenari dell'infanzia. Attraverso quei sogni ad occhi aperti, mi stacco dalla vita. Un lembo di pelle resta ancorato al presente.
E corro, e corro, con l'immaginazione e cammino frenetica con le gambe, e gli scenari fantastici si fanno sepre più vividi, per poi scendere a parabola, crollare nel buco nero della realtà.
E mi prende un'amarezza profonda come una fossa. Che i sogni erano la mia vita. Che non vivevo d'altro. E tornare in quel Paese delle Meraviglie è come tornare a quella stanza angusta, chiusa alla luce del sole.
Ma poi passa.
E ricomincio a muovermi nel presente.
Piedi a terra, testa per aria -- un tempo.
Piedi a terra, testa sulle spalle -- adesso.

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