giovedì 9 luglio 2026

Sono pazza di me

Io sono pazza di me, di me
E voglio gridarlo ancora 
Non ho bisogno di chi mi perdona 
Io, faccio da sola, da sola 
E sono pazza di me sì perché 
Mi sono odiata abbastanza 

Col cuore che ho spremuto come un dentifricio 
E nella testa fuochi d’artificio 
E se in giro è tutto un manicomio 
Io sono la più pazza che c’è, che c’è

- Loredana Bertè, "Pazza"

Oggi scelgo di far risuonare nelle cuffie la Loredana nazionale. Questa canzone l'ho scoperta grazie a Marika. Per ringraziarla (anche se lei non lo sa), le ho regalato una maglia.

Sono di nuovo a casa -- e da oggi in poi sono la prima persona della mia vita. La parola "scusa" sparirà dal mio vocabolario. Tutti hanno qualcosa di cui scusarsi. Davvero tutti. E non sarò io l'unica stupida a farlo -- da ora in poi.

Quando sento i sensi di colpa -- molto spesso -- io ancora sento risuonare un ritornello che ha radici antiche quanto sono vecchia io, nella mia mente:
"Mi dispiace d'esser nata" -- presumibilmente è ai miei genitori che è rivolta questa preghiera.
"Mi perdono d'esser nata" -- correggo.

I miei gusti musicali sono un po' diversi, ("diversificati", meglio: ascolto tutto, letteralmente tutto meno la trap) dalla Berté. Anche se lei la considero una delle migliori in Italia, attualmente.

Ho trovato una sorpresa nella cassetta delle lettere:


Direi questo un motivo di gioia, ma è gioia stinta.

La mia unica vera fonte di gioia al momento è il mio fidanzato, che alterna odio a baci.
Poteva andare peggio. Potevo non incontrarlo. Potevo ammalarmi davvero.
L'unico rimpianto che avevo al pensiero di morire era di non poterlo più vedere.
Crolla lui, crolla tutto il mio mondo.

E quelli che ho amato /
li ho amati da sola

Mi prometto di farmi solo ciò che mi fa stare bene. Che fa stare bene me stessa. Un "sano" narcisismo almeno.

Posso cingermi le spalle da sola e posso darmi tutti i baci del mondo sulla pelle bruciata e tagliata.

Sono stata bene per due giorni, dormendo mattina, pomeriggio, sera, notte, scordandomi pure di mangiare, senza parlare con nessuno.

La solitudine non è per nulla male.

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