La musica del cosmo
E' quando stringo il corpo di lui al mio e seppellisco il viso nella sua maglia che ritrovo il capo del filo rosso che unisce la mia grama, microbica, inutile esistenza con un progetto grande, infinito quanto e più dell'universo esistente. Stamattina avevo l'impressione che non ci fosse nessun Dio. Guardando le serrande chiuse, tratteggiate di luce, chiedevo "A che serve?", "Qual è il motivo, il senso?" del continuare a esistere, che scopo e che senso ha una vita come la mia, in un mondo che fa della morte l'unico esito possibile e necessario... e della solitudine nell'indifferenza di un universo in cui Dio è morto l'unica vera sostanza primordiale. Poi lui ha risvegliato in me uno strano entusiasmo. Il nostro abbraccio è ancora l'unico posto al mondo ove mi senta al sicuro. Siamo congiunti da qualcosa che travalica l'unione fisica e ha più a che fare con un'unione universale. Ho ricordato il pezzo di Battiato e Consoli, intitol...