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domenica 22 febbraio 2026

La musica del cosmo

E' quando stringo il corpo di lui al mio e seppellisco il viso nella sua maglia che ritrovo il capo del filo rosso che unisce la mia grama, microbica, inutile esistenza con un progetto grande, infinito quanto e più dell'universo esistente. Stamattina avevo l'impressione che non ci fosse nessun Dio. Guardando le serrande chiuse, tratteggiate di luce, chiedevo "A che serve?", "Qual è il motivo, il senso?" del continuare a esistere, che scopo e che senso ha una vita come la mia, in un mondo che fa della morte l'unico esito possibile e necessario... e della solitudine nell'indifferenza di un universo in cui Dio è morto l'unica vera sostanza primordiale. 

Poi lui ha risvegliato in me uno strano entusiasmo. Il nostro abbraccio è ancora l'unico posto al mondo ove mi senta al sicuro. Siamo congiunti da qualcosa che travalica l'unione fisica e ha più a che fare con un'unione universale. 

Ho ricordato il pezzo di Battiato e Consoli, intitolato Tutto l'universo obbedisce all'amore. Il cosmo in ogni atomo di sé, degli altri, la radiazione cosmica di fondo, il bosone di Higgs o quello che è, Dio, o Amore, siamo congiunti in questo flusso universale di puro amore, diceva il mio cuore ricevendo e trasmettendo amore. E questo è rassicurante. Caldo. Avvolgente. Ma finirà quando si scioglierà l'abbraccio. Tornerà alla mente il grigio pensiero che non abbia nessun senso. 

Ma poi, costruiremo di nuovo la nostra piccola tana a due, sotto un velo, con due paia di braccia che ci limitano e tutto il resto del mondo fuori, tutto l'universo dentro. Tornerò a battere al pulsare della vita e la vita tornerà a pulsare al battito dell'amore, della musica.

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