Sono morta felice smettendo di aspettare Godot.
Stamattina avevo deciso: mai più avrei aspettato Godot. Di conseguenza Godot s'è fatto vivo. Ha fatto "cucù" come per scherzo del destino. Per le correnti esoteriche, non è una riapertura d'un capitolo. E' il segnale di una sua chiusura definitiva
In aereo mi è stato assegnato il 35C. Dietro un uomo dalla pelle abbronzata. Un po' più tarchiatello di come lo ricordavo. Sono certa all'87 per cento che fosse lui. E' diventato un uomo davvero attraente. Io mi sono "rovinata" ulteriormente.
Dato che stanotte non avevo chiuso occhio nemmeno un minuto, ho passato il tempo del viaggio a dormire sulla spalla del mio fidanzato. Mi ero spostata a sinistra, dietro d'uno sconosciuto -- perché il tris di posti era libero. Sapevo che ce l'avevo (quasi) davanti. Stesso volo, stesso giorno, stesso posto, fila diversa. Non si trovava accanto a me. Si trovava davanti.
E qui è chiaro che non c'è niente da fare: mono no aware. Tutte le cose (belle o brutte o sceme o belle e brutte e sceme insieme che siano) sono destinate a finire, lasciandosi un leggero strascico di lievissimo rimpianto.
Io dormivo. Non lo guardavo. Lui aveva la valigia piazzata accanto alla mia. Mentre, alla fine del volo, la tiravo fuori da lì, mi ha fissata. Io ho fatto finta di niente. Poi, però, lo sbirciavo. "Ma è lui o non è lui?".
Se non era lui era un sosia quasi perfetto.
Questa è la seconda volta che ci troviamo in una simile situazione. La volta precedente, volo Trapani-Roma Fiumicino, nell'antico 2014, era lui a stare a destra rispetto a me, ma sempre davanti a me.
Il passato mi precede, ma è passato.
Ho provato un leggero disagio. Lui disinvoltissimo. Indifferenza totale. "Questo capitolo è ormai chiuso da secoli" sembrava dire. E non so se esserne compiacente e sollevata.
In macchina canticchiavo con Spotify acceso. Rehab di Amy Winehouse. L'algoritmo di Spotify via via mi mostrava sempre canzoni più tristi. Infine ho spento il bluetooth della cassa. Le canzoni "tristi": ma vaffanculo.
In effetti mi sono accorta di essere (io) triste.
Il mio fidanzato non sapeva e non diceva (di conseguenza) nulla. Guidava in silenzio. Ogni tanto ci stringevamo la mano.
Ho scelto di dormire sulla sua spalla, non di fissare un tizio che (forse, un tizio che) appartiene a un passato ormai intoccabile, irragiungibile e -- forse -- insignificante. Forse, no.
Mono no fucking aware.
Forse un giorno solo, secoli fa, lui ha provato addirittura tenerezza.
Di sicuro io non ho fatto altro che pensarlo per sei o sette lunghi anni.
Ma ne sono passati altrettanti e... anzi, di più.
Addio.
Nessun commento:
Posta un commento