Non puoi immaginare quanto mi dispiace.
Ieri sera ero con la fronte appoggiata alla sua e gli dicevo: “Un caro amico è malato. Potrebbe avere qualcosa di molto grave”. “Potrebbe morire”.
E come se non bastasse la confessione, lacrime mi rigavano la faccia rotonda.
Non so perché.
Stamattina ho deciso di indagare la cosa con l’IA, come faccio spesso e come spesso fanno le persone “dappoco” come me. Lei/lui mi ha detto che la limerence non è l’opposto dell’amore e che il mio amore può essere sincero. Anche verso un completo sconosciuto. Che è quello che provo per l’immagine idealizzata di lui e per la compagnia del suo pensiero che mi lascia e cazzi e mazzi.
L’I-Ching è stato sorprendentemente chiaro: è giunta la Pace come esso annunciava. Tuttavia, anche se il cuore dimentica, dimentica solo superficialmente. Sotto è una tempesta.
“Chi è questo amico?”
“Non te lo posso dire…”
La questione psicologicamente interessante è perché mi senta così giù per il dolore d’uno sconosciuto che tutto ha fatto e tentato di fare meno che rendersi amabile ai miei occhi.
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