"E dove localizzi il cuore?"
"Credo che al suo posto ci sia un buco. Di anti-materia. Un buco nero che risucchia il mio corpo, organi interni compresi. Mi tremano le mani e le gambe e mi trema la mente, la psiche, l'anima. Tutto frana. Le cose crollano. Il cuore muore come tutto il resto. Marciscono i giorni..."
"Ascolta, andiamo sul concreto..."
"Mi sento come se tutto crollasse, nella mia vita, la cupola sopra la mia testa, il cielo, è un mare di dolore pulsante una luce crudele, cattiva, sadica, sanguinaria. Il mondo è un grumo di sangue e lacrime".
"Puoi finire coi discorsi pseudo-poetici e dirmi cosa provi."
"Non provo proprio nulla. Questo mi spaventa."
"Siamo sicuri di andare via. Siamo sicuri di farlo per il nostro bene. Cosa vuol dire per te?"
"Continuo a leggere come una patetica cogliona quel libro sulle famiglie interne. Non mi dà conforto ma forse mi dà qualche centro. La mia famiglia è piena di esiliati. Stanno lì coi loro straccetti da elfi, brutti e deformi, a mendicare una carezza. Ricevere poi pugni sul viso. Come in un film horror. Una tavola imbandita di carne vista attraverso gli occhi di un agnello - l'agnello sono io".
"Sei la prossima portata?"
"Lo siamo tutti, tutti ci sentiamo così. Io però sono la prossima-prossima. Così dovrei non avvicinarmi al coltello dei desinanti. Ma arriverà un taglio netto. Alla gola. Che guardacaso produce i suoni. E sarà bello".
"Come ti vedi da lontano, se dovessi immaginarti già morta?"
"Mi vedo che appuntano la forchetta sul mio corpo e ci sputano sopra e si sporcano i denti con il mio sangue. E ridono. Dicono che è buona".
"Potresti andartene dalla casa"
"Dove? Fuori, i lupi. Dentro, gli assassini. Nella mia testa, la peggiore torturatrice del cosmo. Non posso andare da nessuna parte. Un tempo sai avevo una casa. Persone vicino. Se ne sono andate. Tutte".
"Resta la tua mamma?"
"Resta la mia mamma".
"Mi è venuto un languorino... ma proseguiamo. Dunque pensi che potrai combinare qualcosa di non idiota da oggi in poi?"
"Senza speranza".
"Senza speranza".
"Posso mangiarti, così ti finisce la pena? A volte è pietà, no?"
"Preferirei essere uccisa anziché morire dissanguata fra le tue fauci."
"Sono ottanta euro, sessanta senza fattura"...
Pur nella sua drammaticità, con l'ultima frase mi hai strappato un sorriso :)
RispondiEliminaNe sono contenta!
EliminaUn abbraccio