domenica 26 luglio 2026

Per vedermi partire


A volte mi ritengo... non all'altezza della vita.
Il buio allunga gli artigli.
Forse farei meglio a immergermi.
Sparire nel nero della tela.

Senza inchini.
Lasciarsi cadere giù.
Come un sasso nelle profondità d'un lago.

E' un po' tutto profondamente sbagliato.
Tutto. Tutto.

Negli ultimi giorni mi sono sentita di camminare senza più la terra sotto le scarpe.
Ho perduto tutti i miei punti di riferimento d'un tempo. Non leggo neppure più. I libri, eddire, erano i miei unici amici.

Ogni tanto per ricordarmi di vivere batto con violenza sulla tastiera una stupidaggine qualsiasi, o un turpiloquio, indecenti, ed ecco che si risveglia in me un accenno di disperazione, che davvero, come quando il sangue scorreva sulla mia pelle, voglio solo ricordare d'essere viva quando ritorno a quella grottesca caricatura di creatura pensante (forse non senziente).

Ma il fiume sembra scorrere inarrestabile al mare. E il mare, mi pare, dovrebbe avere occhi marroni. Labbra sottili.

Ma non me ne importa, dopotutto.

"Cosa pensi quando pensi a Dio?"
"Alle chiese?"
"Al vuoto".

Ho licenziato dio, gettato via l'Amore, per costruirmi il vuoto nell'anima e nel cuore. (De André).

E' soltanto una crisi di passaggio che io e la vita stiamo attraversando. (Vasco Brondi, circa).

Altre citazioni molto belle e significative non ne ricordo. Le citazioni snaturate dal contesto sono sempre molto inutili, molto stupide.

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