E' il titolo di un trattato scientifico di cui sta parlando in TV (Youtube è la mia TV) JustMick. Il commento che sorge alle labbra è "Il potere di adesso di Eckart Tolle, in soldoni".
Trovo molto affascinante come scienza e ricerca spirituale si incontrino così di frequente, tanto che ormai si sa che -- più che dividersi e muoversi guerra -- dovrebbero convolare a nozze.
Scienza e religione sono due elementi complementari.
Ne ha parlato anche il fisico Fritjof Capra in "Il tao della fisica". Nel saggio espone come le religioni orientali di migliaia di anni fa, Taoismo e Buddhismo in primis, avessero compreso la struttura scientica della realtà ben prima di Newton, Galileo e Copernico, Democrito ed Einstein e la sua "relatività" ("tutto è relativo", beh?), e compagnia ballante.
(Con tutto il rispetto per la scienza, è un metodo che ritengo farraginoso per arrivare al perché della vita. "Il cuore ha sempre ragione" -- potrebbe non essere uno slogan per cuori smaniosi di amore, ma un modo verosimile per dare all'intuito o istinto la dignità che merita contro tante segh*e mentali affidate alla ragione).
Chiusa parentesi: questo è il mio segreto, è molto semplice: l'essenziale è invisibile agli occhi la vita è una corsa in bici e devi pedalare forte per non cappottare. In continuazione.
Eh! Quando biasimiamo i parassiti disoccupati, culo e poltrona, Netflix e chillaggio.
Possibilmente (probabilmente) (certamente) soffrono più di "noi" che ci alziamo la mattina alle sei per lavorare 16 ore al giorno sotto il sole battente con il sudore sulla fronte per produrre PIL.
Intendo che meno "fai", più "pensi", più "pensi" più sei?, no, Cartesio era un altro ingenuo -- più "pensi", più sei "infelice". In tal senso è il movimento, e non la stasi, a nobilitare la vita dell'uomo. In tal senso è il dovere, e non il piacere, a dare alla sua vita un significato. E' il lavoro che sana le psicosi. La pigrizia (che è il perpetuo ritornello mentale "non val la pena": sofferenza, non colpa) -- oltre ad essere un propulsore naturale di infelicità a catena -- è la matrice di tutte le nevrosi.
Riassumendo
Non avete voluto la bicicletta (la vita), ma dato che ormai ne avete una è meglio che cercate di pedalarci il più possibile. Chi si ferma è morto.

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