giovedì 27 agosto 2026

Il confine non sempre netto fra elucubrazione e realtà

Da quando è comparsa tizia sotto i miei occhi, mi interrogo sul mio orientamento sessuale. Arrivo ad emozionarmi se le nostre dita si sfiorano mentre mi porge lo scontrino.

Se c'è una cosa universalmente valida per gli uomini -- ce lo insegnò La verità è che non gli piaci abbastanza -- e di conseguenza per le donne un po' mascoline è che se non ti cagano, non gli interessi. Sono consapevole. E determinata a seguitare a farmi i film.

In fondo, qual è il limite fra realtà e fantasia? Che siano pie illusioni e sogni al sorbitolo, oppure solide realtà, la sostanza è la stessa. Siamo capaci di gioire anche di un'assurda fantasia, se la crediamo vera; ed è così che torno nel mio mondo di sogni ad occhi aperti, convincendomi di crederci ("io credo nelle fate"). 

Sono bi? No, però mi incuriosiscono le alternative. 

[Ci starebbe un meme. 

Tizia: ... (letteralmente nulla)

Io: Post schiaffato su blog pubblico]

basta restare educati, discreti e rispettosi del limite. Poi, anche le fantasie erotiche (= d'amore) vanno bene sebbene non siano ricambiate. E' l'Afrodite in me che si innamorerebbe anche di un pezzo di legno per terra. Che non ci siano speranze, finché si rispettano i confini, non ha importanza... Sono solo leggiadri, disimpegnati, curiosi desideri.

il mio amore ha già un nome e cognome maschile. però ogni tanto va bene sviare "mentalmente" dalla strada maestra per andare a zonzo in vicoletti incerti quanto senza cervello. lo fa anche lui, mh? e come biasimarlo... suppongo lo facciano, in fondo, tutte le coppie o quasi (tanto più di frequente quanto più il loro legame è di "vero amore", sosterrebbe Massimo Recalcati citando Lacan)

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