Da ieri pomeriggio, non sento più la cappa di angoscia su di me. Il cielo stamattina è cupo, le auto sfrecciano sull'asfalto bagnato di un autunno anticipato. Sono serena senza ragione -- e sono così disabituata alla serenità che mi preoccupa. Riesco a darmi solo una spiegazione "religiosa". Volessi trovarci un perché sarebbe un miracolo. La "serenità" dopo tutto, che è tutto, me la merito. Specie se davvero fosse la fine del percorso su questo atomo opaco di male.
Ho trovato una canzone giappa dedicata all'11 marzo 2011. La metto qui. E' carina e rispecchia, nel testo (trovato tradotto nella sezione commenti) come mi sono sentita proprio l'11 marzo.
The strangers I feared,
The ones who laughed at me —
If only they would perish in the beauty of the waves.
Leaving myself — an out-of-body experience.
I headed toward the sea,
And there I was, having forgotten my own body.
Lend me your paddle.
I’ll simply die nameless.
Know my voice.
Oh waves, please don’t cease.
My voice, go forth —
Become a thousand birds that drink up the sea.
Know my pain,
Oh waves…
Lend me your paddle.
I will only row on, as if grieving.
Know my anchor.
Oh waves, please don’t cease.
Please don’t cease.
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