martedì 25 agosto 2026

Accettata ogni preghiera e rinunciato ad ogni desiderio

Da ieri pomeriggio, non sento più la cappa di angoscia su di me. Il cielo stamattina è cupo, le auto sfrecciano sull'asfalto bagnato di un autunno anticipato. Sono serena senza ragione -- e sono così disabituata alla serenità che mi preoccupa. Riesco a darmi solo una spiegazione "religiosa". Volessi trovarci un perché sarebbe un miracolo. La "serenità" dopo tutto, che è tutto, me la merito. Specie se davvero fosse la fine del percorso su questo atomo opaco di male. 

Ho trovato una canzone giappa dedicata all'11 marzo 2011. La metto qui. E' carina e rispecchia, nel testo (trovato tradotto nella sezione commenti) come mi sono sentita proprio l'11 marzo. 


The strangers I feared, 
The ones who laughed at me — 
If only they would perish in the beauty of the waves. 

Leaving myself — an out-of-body experience. 
I headed toward the sea, 
And there I was, having forgotten my own body. 
Lend me your paddle. 
I’ll simply die nameless. 

Know my voice. 
Oh waves, please don’t cease. 
My voice, go forth — 
Become a thousand birds that drink up the sea. 
Know my pain, 
Oh waves… 
Lend me your paddle. 

I will only row on, as if grieving. 
Know my anchor. 
Oh waves, please don’t cease. 
Please don’t cease.

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