Ammetterai che sono un'artista della solitudine.
Che so produrre solitudine dal nulla e trasformare la più ruvida angoscia in altro vuoto.
Che lavoro con il vuoto come lavorerei con la creta: lo forgio, lo modello, lo piazzo attorno a me. Attraverso attacchi giustificati dallo sgomento. E ho voglia di dire loro (ma non lo faccio):
tu non sai quanto mi senta triste

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