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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Lo sguardo dell'altro

La Sicilia. In Sicilia possono fissarti per due minuti buoni ininterrotti senza nessuna vergogna o imbarazzo. Il tempo medio di fissità di sguardo lì (come in altri Paesi più retrò) va dai 30 secondi ai 2 minuti. Se hai davanti un deficiente andiamo ancora oltre. Il Nord Italia. Il tempo di fissità si riduce. I passanti distolgono lo sguardo dopo qualche secondo di fissità, guardando il cielo, in basso, a destra, a manca, ovunque tranne che verso il tuo viso. Paesi asiatici come la Cina e il Giappone. Non c'è contatto visivo con questi individui. Se sei una donna e ti imbatti in un cino-giappo, lo sguardo che ha è fisso inchiodato al pavimento. Lo abbassa istantaneamente, tanto che pensi che si vergogni. In realtà è proprio prassi sociale "d'educazione" e "rispetto" lì. (Così come lo è sucare i noodles sputando brodo a 500 metri di distanza.) Trovo adorabile l'abitudine cina-giappa di abbassare lo sguardo. Lo faccio anch'io ogni volta che si presenta...

L'universo parallelo del canale di Real Time

In mezzo alla guerra, alla fame, alla morte e alla distruzione i programmi di Real Time mantengono ferma la linea di condotta di costituire un mondo a parte. Quando accendi quel canale vieni teletrasportato in una dimensione parallela. Quando pigio, consapevolmente, sul 31, sono sicura di trovare per lo più altra tristezza e altro nervosismo, a fronte di qualche saltuario facepalm . Sarà il masochismo, ma lo faccio spesso. La mia routine televisiva solita su quel canale parte dal Primo appuntamento - Primo appuntamento (crociera). Primo ed ultimo. Avevo conosciuto una donna che ne era drogata. A suo dire faceva crepare dal ridere, specie la versione della "crociera dell'amore". In effetti guardandolo insieme a lei ci trovavo molti più lati comici. Ma la maggior parte del tempo sono sola davanti all'aggeggio televisivo, sola a considerare quei stramboni che siedono insieme ai tavoli e conversano per studiarsi e annusarsi come babbuini e vedere se è il caso o meno di s...

L'arte di non fottersene

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Amaro Futtitinni. Gli stoici insegnano che non devi dare attaccamento né aspettative a nulla e a nessuno nella vita - le occasioni di soffrire non mancano al mondo e derivano tutte dall'attaccamento e dalla dipendenza alle/dalle cose del mondo. La filosofia Zen insegna ad ascoltare le proprie necessità più intime e ad agire in conformità con esse. L'auto-compassione di Carl Rogers ci istruisce che uno dei pilastri più importanti al mondo - sentirsi soli nel proprio dolore - non è che un'illusione; che in realtà nessuno è solo in nessuna circostanza al mondo, e il dolore che provi e che stai provando lo provano e lo hanno provato molte persone al mondo. "Povera me" ripeto spesso. Ma dovrei dire "poveri noi". Poveri noi umani, con il nostro bisogno degli altri e la nostra dipendenza patologica dal giudizio degli altri. Bisogna apprendere a non battere ciglio nemmeno davanti alla morte.  " Del resto tutte le vite si equivalgono " - Camus. Se provi...

La solitudine

Non la solitudine di Pausini - che a guardarla, lei e la sua boria e la sua voce da raccapriccio, uno capisce perché Marco non torna più... -, la solitudine come concetto universale, intimo, personale, condiviso talvolta da ogni persona. Come i narcisisti patologici mi auto-cito, perché lo scrissi anche altrove: la solitudine (per quanto mi riguarda) è percepirsi nei limiti di un corpo, di una mente, che non può comunicare con l'esterno - che anche se riuscisse a comunicare qualcosa, non verrebbe capita. Incomunicabilità. E' incomunicabilità che sento quando la mia testa galleggia nel nulla - numbness - senza che il mio cuore provi un'emozione, scorrendo diversi post che anche se fossero offensivi non riescono più a toccarmi, passando in rassegna uno per uno gli elementi della alienazione... la mia testa rimane vuota, persa nelle nuvole...  Non più la capacità di soffrire, ma nemmeno di ragionare se è per questo. Fra il 2019 e il 2022 sono diventata nota su blogger, e non ...

Scusa

Ogni mattina il rituale di stordimento comincia da una dose extra di Valium, che mi tiene lontana dall'alcool. Ogni mattina-che-posso-permettermelo. Quando mi lasciano aperto il cassettino dei farmaci, come stamane, me ne approfitto. Se lo avessero lasciato aperto un giorno prima mi sarei di nuovo scolata la boccetta per intero nel tentativo ennesimo di togliermi di mezzo. Non so cosa scateni questa disperazione. Sto a vegetare a letto 20/24h, dormendo, poi mi alzo, mi ingozzo, vado al bagno e vomito. Alcool a fiumi. La casa a soqquadro. Va tutto da cani. As always. Rispetto al trasferimento semestrale in Spagna, non se ne fa un cazzo di niente perché i costi sono troppo elevati per le finanze materne. Eh vabbé. Sarà per quando vinco all'enalotto. Se non fossi spaventata di farne una nuova dipendenza, comincerei a giocare le schedine, così come di norma fanno tutti i disperati.  E questo è tutto.

Social a-detox

Regina di cuori riavvia la lunga chioma oltre la spalla ossuta, così ossuta da parre scheletrica - e lo dice: "Dunque... fammi ridere di nuovo. Dovrei staccare da qui".  Regina di picche sospira, lasciandosi sfuggire dalle labbra schiuse un piccolo soffio d'aria, impercettibile.  "Che ci guadagni a restare?" le chiede a mo' di sfida. Regina di cuori guarda fisso dinanzi a sé, verso un orizzonte insondabile agli occhi. "Ci guadagno tante ore vuote colmate dall'illusione di avere  un impegno. Ci guadagno sentirmi meno sola - molto semplicemente". Regina di picche alza il sopracciglio in un'espressione ironica. "Non perdi nulla, al contempo?" "Nulla" ribadisce con forza Regina di cuori, fulminando con uno sguardo Regina di picche, come a volerla azzittire. Regina di picche fa un altro sospiro, più profondo del precedente. Ed è qui che il suo viso si contorce in una smorfia di irrisorio sarcasmo. "Hai dimenticato da qua...

"Se solo al mondo ci fosse un po' di bene"

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Mi sto preparando psicologicamente per un soggiorno-studio di un anno a Barcellona per imparare lo spagnolo sul luogo, mi sono rivolta a EF Italia che organizza viaggi studio per tutte le età in qualunque destinazione, dall'Europa agli Stati Uniti. In realtà in passato c'avevo già provato con quell'agenzia, ma mi ero tirata indietro... mentre adesso andrò fino in fondo. Ovviamente ci vorrà una buona dose di coraggio, ma ho fiducia nella mia volontà sperticata di cambiare la mia vita per sempre. Per la verità avrei preferito come destinazione di apprendimento Madrid, ma Barcellona o Malaga erano le uniche disponibili in territorio iberico. Forse avrei fatto meglio a scegliere l'Andalusia, che assomiglia alla Sicilia sotto più aspetti ma è per forza di cose fatta di gente più intelligente (qualunque popolazione al mondo è più intelligente di quella siciliana). Non so quando mi chiameranno al telefono, ho richiesto un preventivo per una durata di soggiorno superiore ai 5 m...

Milano

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Mi sono rassegnata all'idea di fare di me stessa quel che era destino fossi, un cadavere giovane e grasso, in una grassa bara.  La vita è così bella da vivere, anche in totale-estrema solitudine. E' solo che qui non arriva un fiato di vita. Qui si è come seppelliti da vivi sotto dieci metri di noia e apatia senile. I vecchi nelle osterie che ridono come matti e mandano giù un bicchiere dopo l'altro. E null'altro, davvero null'altro di meno spiacevole. A questo punto "quasi" rimpiango il silenzio lunare della Sicilia. Dev'esserci vita da qualche parte in questo mondo - non riesco nemmeno a immaginare dove.  Tengo fede al mio desiderio: devo viaggiare un po' prima che mi pigli il cancro e muoia fra atroci sofferenze. Voglio incontrare Bernhard (le sue sacre spoglie) prima di morire. Voglio entrare nella casa ad Amsterdam di Anne Frank. Voglio vedere le stelle da un deserto africano. Voglio assistere all'aurora boreale in un Paese del Nord.  Vene...

Il mio corpo è una gabbia - la mia mente ha la chiave

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La mia mente avrà anche la chiave, come in Peter Gabriel, ma non la sa usare. Non becca il chiavistello nemmeno provandoci in continuazione, come se fosse ubriaca. Come se ?, è ubriaca. Anche quando in teoria sarebbe sobria. In questa foto stilizzata sorrido, stupidamente. Stupidamente sorrido nelle foto. Così come nelle foto, nella vita. Non c'è più un momento da perdere a prendere qualcosa sul serio. Sono fuori di testa?, sì. Se prendessi qualunque cosa sul serio, dormirei. E, come spesso ho pensato, non c'è nulla di più innocente del sonno. Cosa c'è più innocente di una persona che dorme? E io sono una donna che dorme... e il sonno della ragione genera mostri, ma quei mostri posso non vederli. Non li guarderò in faccia sinché non mi uccideranno. Stanotte sogno: sono in balia dei terroristi islamici. Mi legano le mani e mi fanno cenno con la mitragliatrice di andare a mettermi davanti a loro, dove mi fucileranno. Ma quando cercano di staccarsi dal punto ove si trovano pe...

La Povera Creatura

Ho sempre pensato che a fronte di piccoli isolotti sperduti di genialità, il sud sia sempre stato un oceano di merda stupidità e ignoranza e arretratezza da impallidire con raccapriccio, e le violenze che subivo dagli adulti che ero solo una bambina, non solo in famiglia ma anche nella società, ne erano una prova. La mia memoria infantile è annacquata, ma ho dei momenti del mio remoto passato che ricordo con straordinaria lucidità, nonostante fossi meno che una bambina: tipo le sbarre della culla attraverso le quali a quattro anni o giù di lì guardavo il lettone matrimoniale, e mi chiedevo "perché io non posso dormire nel letto con mamma e Genoveffa, che se ne sta cullata fra le sue braccia placidamente e felicemente?". Oggi Genoveffa ha un'immagine profilo Whatsapp con gli sci davanti alla croce con la testa di Cristo in alta montagna, e ho pensato "quella è la mia testa": si fa i selfie con la mia testa mozzata con il viso storto dal pianto e dal dolore e il ...

Le domande proibite

Le domande delle 5 del mattino, appena svegli: "che senso ha?".  Mi giro verso l'amico, che è già sveglio, e glielo chiedo. Mi risponde: "Non si chiede".  "E' una domanda proibita?" "E' una domanda a cui non c'è una risposta". "O forse che la risposta è 'nessuno'?" "No, la risposta non esiste". Continuo ad essere persuasa che la risposta sia "nessuno; nessun senso", e che lui cerchi solo di non pensarci, per non cadere nel mio stesso abisso. Forse i libri sono la risposta.  (No, disse il contadino rumeno a Cioràn, che ne era drogato: no, ragazzo, non-troverai-la-risposta-lì-dentro... (guastafeste)) Forse anche una corsa contro il tempo per recuperare la Bellezza prima che sia troppo tardi. La condizione umana è la consapevolezza che la vita in sé non ha nessun senso. Ci sarebbe da impiccarsi. Per (soprav)vivere è necessario tenersi impegnati sempre in un obiettivo. Se non un obiettivo, uno sva...

Viviamo una sola volta (ed è già qualcosa)

Altaleno tra il pensiero - ricordo del necessario e il necessario dimenticato, in fondo la vita non è nient'altro che questo, andare avanti e indietro fra il ricordo e l'oblio, fra l'impegno del passato e il disimpegno del futuro. Per una mente sana entrambe le prospettive - passato e futuro - dovrebbero incrociarsi e trovare un felice connubio in una considerazione equilibrata delle circostanze presenti e delle conseguenze e prospettive future. In linea di principio senza tante seghe mentali bisognerebbe essere produttivi. Non bruciare un attimo di vita. I sogni della notte scorsa avevano la disperazione della vita non vissuta - i miei personaggi onirici mi ricordavano che sarei morta in questo modo. La disperazione impellente di correre, che non c'è un momento da perdere, che c'è una sola vita, questa che viviamo. Soppressa dalla nebbia del giorno che scende a pioggia sui più spericolati sogni. Non credo che vivere di sogni sia peggio che vivere di solide realtà, ...

The internet is for porn (?)

In quell'intreccio di carne e sudore, c'è qualcosa di satanico - parlo dei porno della rete. Come fai a non provare disagio, a non vedere ai tuoi occhi una specie di macelleria? E ti ecciti pure? Come donna, per quanto mi consideri gender fluid, provo la naturale ritrosia associata al genere femmineo nel guardare quei video. L'eccitazione può essere un modo fra gli altri per superare la frustrazione, e persino la sofferenza e l'anedonia. In condizioni di depressione maggiore il desiderio in genere si spegne, salvo affacciarsi in momenti in cui ci si sente particolarmente stressati e sotto pressione. Sono il tipo di persona che preferisce i racconti alle immagini, semplicemente perché il filtro è raddoppiato dal doversi immaginare le scene piuttosto che vedersele brutalmente sbattute in faccia. E' una faccenda imbarazzante in ogni caso, ogni volta che sento quell'impulso, il che accade forse una volta ogni tot di mesi. E' comunque qualcosa di cui mi vergogno....