sabato 27 giugno 2026

Dove vorresti essere adesso?

Dal porto di T. siamo partiti in traghetto per una delle isole Egadi lì vicino. Si trattava di Levanzo. Abbiamo passato tre interminabili e inutili giorni a guardare il mare dalla finestra del nostro AirBnB. Le vacanze con me, devi sapere, sono sempre un inferno.

L'estate scorsa siamo stati in Svizzera italiana.
Il Natale prima ancora a Villandro, nell'Alto Adige (provincia di Bolzano).

Voglio raccontarti di questi miei viaggi.

Levanzo risale al 2022. Siamo partiti da lì e ricordo poche cose. La bellezza del cielo notturno. I tanti pensionati provenienti da tutto il Paese. E com'era calmo e quieto dormire cullati dal rumore delle onde a un passo dal mare.

Ricordo un bar dove ho finito di leggere "Un bambino" di Thomas Bernhard, succhiando una limonata.
Ricordo una piccola bottega. Tanti ragazzi in fila sui muretti la sera, sbocconcellando panini e sorseggiando birra davanti alle paninoteche.

Ricordo le liti fra me e il mio fidanzato. Orribili liti. Liti sacrificabili in onore di un po' di vergogna e pudore.
Ma era bello.
Era tutto bello.

Ricordo i faraglioni, in cima a una ripida montagna, che abbiamo ammirato al tramonto. Un cagnolino sulla via mi salta addosso impazzito. Le turiste che lo portano al guinzaglio, del nord, commentano "Assurdo! Non si avvicina mai a nessuno!". Io e i cani abbiamo un feeling particolare.

Ricordo quanto volessimo rilassarci fra cielo, mare ed erba fresca carezzata dal vento, ma quanto poco mare infine ci siamo goduti -- le calette erano raggiungibili in motoscafo, a pagamento.


Ricordo Bolzano invece come il posto ove mi hanno spillato 200 euro battendo gli articoli più volte, la notte di Natale.
Il posto dove mi hanno aggiunto venti centesimi di tassa "ad cazzum" sulla Paulaner, perché io sono terrona e si sa, la Paulaner è teteska. Che la vendano anche a Caltanissetta (come ovunque in Italia) meglio non dirglielo.

Non è giusto generalizzare.
La notte di Natale io e il mio fidanzato siamo andati a passeggiare sulla neve di Villandro. Un cane nero grosso come un orso si è avvicinato a noi. Era mansueto. Ci ha accompagnato lungo il viaggio nel bosco innevato.
Sembrava senza padrone.

"Portiamolo via con noi"
"Ma scherzi?"
"Tu pensi che essere chiamati 'cani' sia un'offesa?"
"Direi proprio di sì"
"A me la mia famiglia è così che mi definisce. Io non la sento come un'offesa. Li ho sempre visti come creature superiori".

Ci allontaniamo salutando il pelosone.

La nostra stanza.

La vista dal bosco.

In Svizzera l'unico ricordo significativo è stato immergere i piedi nell'acqua del lago di Lugano, così limpido che pesciolini mi giravano attorno scavalcandomi le gambe.

Per il resto, nulla. Una città del nord come un'altra. E un'esperienza priva di colore.
La Svizzera non sarebbe il mio paese -- per quel poco che ne ho visto e per quel poco che, di conseguenza, posso giudicare.

Dove vorresti essere adesso?

Le prossime vacanze programmate sono in Polonia, per vedere dove è nato e ha vissuto la primissima infanzia il mio fidanzato. Forse.
Austria a dicembre, sotto Natale.
Crociera nei mari della Norvegia per marzo, in occasione del suo compleanno. (giuro e spergiuro, questo si fa, questo si deve fare per forza).

("Gente che non lavora, ma che viaggia sempre".)

E sogno di vivere -- stabilmente -- lontano da tutto questo. Porre migliaia di km fra me e il passato.
Sogno l'Australia.
Ma sono chimere. E comunque, tu non dirlo a nessuno.

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