sabato 27 giugno 2026

Nessuna conseguenza

La vera solitudine non è a mio avviso sentirsi soli in mezzo alla folla, o assenza di persone accanto -- ma incapacità di comunicare. E' qualcosa con cui sto facendo i conti da un po'. Mi metto al computer, apro blogger, penso di scrivere qualcosa -- ecco, non so proprio come cominciare e anche solo scrivere la prima lettera è uno sforzo. Stesso discorso su carta. Bisogna parlare principalmente perché si ha qualcosa da dire, e caso voglia che in questo periodo da dire (cioè, da scrivere) non abbia nulla, e tantomeno nulla da esprimere, e da comunicare. 

Sono una donna vittima di reati informatici che le hanno -- usando un'espressione un po' forte -- scartavetrato la mente lungo più di un decennio di incursioni barbariche. La solitudine intesa come assenza di comunicabilità è scontata, sia sulla rete che nel reale. 

A volte amo informarmi di persone che sono più sole ancora di me (cioè più incapaci ancora di comunicare): tipo i malati mentali dell'Africa nera, che più che trattati con disprezzo ed evitamento come avviene nei Paesi (sotto?)sviluppati dell'Occidente, come l'Italia, vengono direttamente incatenati ai muri e lasciati morire di stenti a pane raffermo ed acqua fino alla morte per inedia o per malattia fisica, dimenticati dal mondo e dalla vita peggio che i senzatetto qui.

Queste persone, o meglio, il pensiero di queste persone mi porta a voler aprire il mio cuore all'immacolatezza. Va da sé che non ci riesco, ché santa o suora non sono nata né mai lo sarò. (Forse).

Ho letto su un social che con il dolore si diventa selettivi.
A me sembra che io sia sottomessa (da e) per sempre. Schiava per sempre.

"Non pagheremo una lira del male che abbiamo fatto". Tipo J-Ax (J-Ass) che "entra senza pagare, tanto nessuno lo scoprirà". Prede e predatori. Potenti e deboli. 
Allora mi va il pensiero al Karma.
Non c'è nessun Karma. Nessuna giustizia. Non c'è -- per chi è crudele, e potente -- nessuna conseguenza.

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