Ci aspettiamo sempre troppo dagli altri. Bisogna accettare la possibilità cioè la certezza che ciascuna persona non sia che una scialuppa, non un porto d'approdo. Così facciamola finita con questo discorso di affezionarci o "sperare che...". Io mi affeziono spesso -- troppo spesso -- e spesso nella voglia deliberata di non capire nulla dell'altro trascuro dettagli che potrebbero rendermi palese che l'altra persona in realtà mi trova un emetico naturale. E' così che va. La gran parte delle volte si è indigesti agli altri. Io, poi... Io ho nella mia splendida fedina sociale una serie di bruciature. Di sigaretta.
Di mia sorella non riesco a capacitarmi che sia una fredda statua di ghiaccio, narcisistica, megalomane, violenta e in pieno odio per me. Preferisco vedere lei come una creatura fragile e incompresa. A una visione "spirituale", "profonda", forse segnata da una sensibilità troppo acuta. Non che da sempre fosse cattiva, è che s'è costruita una corazza tutt'intorno. E non è che il cielo sia azzurro, è solo non-verde. Le due cose possono tranquillamente coesistere. Cattiva e con la corazza. Mi verrebbe da dire che, credo, siano proprio le persone più buone in principio a snaturarsi e pervertirsi alla malvagità più selvaggiamente nel corso del tempo coniugato ai calci che gli riserva la vita.
O forse sono state ferite troppo precocemente, non lo so.
In tutti i casi va fatto un calcolo costo/beneficio. Se vedere il lato illuminato della luna è un modo per essere sereni, se bendarsi gli occhi è un modo per vivere sereni, allora va', fiorellino, e spargi i tuoi petali d'amore per il mondo... Anche se poi dovessero pensare e ribadire che sei totalmente cretina. Tu lo sei: stupid is as stupid does. Qual è il problema?
L'alternativa alla cretinaggine qual è, per me? La clausura? L'isolamento? O qualcosa di peggio?
(Credo nella proprietà intrinsecamente trasformatrice della materia ergo del cervello umano. Proviamo a trattare gli altri non tanto come ci trattano, quanto come vorremmo ci trattassero)

