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martedì 3 febbraio 2026

Kaiafas

A Sparta i bambini nati deboli o deformi venivano gettati giù dal monte Taigeto, in una voragine chiamata Kaiafas. Oggi nessuno più lancia i bambini deboli e diversi dai monti. Li si lascia vivere. Fino all'età in cui sapranno che devono buttarsi giù da soli. Facciamo in modo che nella Kaiafas ci arrivino da soli di propria spontanea iniziativa - nonostante siamo noi stessi ad averli posti nelle condizioni di fare quella scelta...

4 commenti:

  1. Sbagliavano gli spartani. Personalmente il Kaiafas lo recinterei con un muro altissimo, anzi lo riempirei di terra fino a riempire la voragine. E' un concetto che non deve esistere, si la vita non è facile, non tutti sono attrezzati per viverla, ma invece che fargli notare questa mancanza, bisogna (dovremmo essere obbligati) far in modo che trovino il loro spazio.

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    1. Kaiafas è tutti i giorni, per chi è difforme - i cosiddetti normali lavorano attivamente, e non sempre consciamente, ma sicuramente volontariamente, perché i difformi ci finiscano - spintonandoli con l'isolamento, la persecuzione, gli insulti, le maldicenze. Isolamento, soprattutto. L'uomo è un animale sociale, ci insegnano a scuola. Senza qualcuno vicino muore. Se pure qualcuno vicino lo avesse, "noi diciamo una parola e annientiamo un essere umano"; e di parole ne hanno pronunciate tante, e di cose ne hanno fatte tante, senza l'ombra di un rimorso

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    2. Non sono tutte uguali (le persone). ma capisco che il vissuto può far veder così le cose.

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    3. Non credo che siano tutti uguali. Non ho rabbia verso gli altri, semmai, dopo tutto quello che ho visto, suprema indifferenza.

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