mercoledì 22 aprile 2026

Se avessi... se fossi... // La statua di sale // La persona peggiore del mondo

Benchè l’onda delle parole ci sovrasti sempre, le nostre profondità sono sempre silenti.
Kahlil Gibran


Alcune giornate passano nel sonno. Succede spesso - anche se la notte ho dormito normalmente, al mattino torno a letto. Mi sveglio che è pomeriggio inoltrato.

Il nostro tempo, qui, è un po' schizofrenico - mattina sole, pomeriggio tempesta furiosa, tardo pomeriggio di nuovo sole, sera di nuovo pioggia battente. Eh sì, è proprio il caso di dirlo - non ci sono più le mezze stagioni.
Se hai fortuna riesci a prendere fra la punta dei polpastrelli un filo di raggio di sole al crepuscolo.
Se hai abbastanza voglia di uscire in balcone, almeno.

Sono convinta che superata una "certa età", (forse è la crisi dei 30 anni che me lo fa dire, ma...), nulla sembri più minimamente degno di considerazione e comprensione, - tu ristagni come un corpo silente sulla superficie di uno stagno sporco.

Ecco una buona metafora.

Se a diciotto anni avessi posato le bambole, e mi fossi pensata in linea con le responsabilità della prima età adulta, avrei - forse - combinato qualcosa.
Se prima dei trent'anni avessi saputo fare qualcosa, e fossi stata più matura di un'adolescente con qualche anno in più sulla carta, mi sarei dedicata al lavoro.

Il senso è "troppo tardi".
Tardi è tardi, non è così?

Se solo non avessi buttato tutti gli anni che ho buttato a grattarmi la testa senza capirci nulla del mondo che mi circondava. 
Sono già una sfigata che non ha costruito nulla né raggiunto nulla né capito nulla della vita.

Non sono ancora matura abbastanza da avere un bagaglio d'esperienze e di considerazioni e di conoscenze sul mondo - e di comportamenti "da adulta". Ma che cribbio significa "essere adulti"? Perché mi rimproverano d'essere "una donna (ormai)" con molta frequenza. Esploriamo il concetto di adultità.

da "Call me by your name"

Cosa vorrà mai significare, "essere adulti"?
Essere responsabili?
Essere disciplinati?
Essere ragionevoli?
Essere assertivi e quieti?
Ognuno ha una sua definizione del concetto e quindi qual è la verità? Che ciascuna risposta va bene. Ergo non ne va bene nessuna. Una cosa così non esiste.

Mai nella mia vita mi sono sentita adulta - e mai nemmeno bambina quando era il momento e giovane quando era il momento.

(Una statua di sale. Di sale. Non di marmo. Facilmente frangibile. Facilmente sgretolabile. Mi sgretolo sotto i graffi del tempo.)

Mi sono sempre sentita io, la stessa a dieci come a trentadue anni. 
La stessa persona che alcuni momenti, baldanzosamente, mi sembra geniale, e altri la peggiore del mondo. 

domenica 19 aprile 2026

Sisifo felice


Del resto, scrisse Camus, tutte le vite si equivalgono.

Tornata dal giro notturno ho ripensato alla serata appena passata (sabato sera), nell'inconsapevolezza di un bicchiere di vino dopo l'altro. Tanti sorrisi. Tanta stupidità. Un'ineffabile, inafferrabile tristezza.

Non so se sono convinta di continuare a far ciò che i nostri tre comici d'Italia chiamavano "girare come la merda nei tubi", ciò che si definisce "vita" in qualche modo, perché che sia una vita felice o penosamente mediocre, in fondo - cosa cambia? Vale la pena?

Ebbene, immaginiamo Sisifo felice che contro l'Assurdo della vita oppone un infrangibile sorriso.
Spingi il masso, Sisifo. Per me sei un totale idiota, (lo siamo tutti, che condividiamo con te lo stesso dolore e la stessa insensatezza esistenziale), ma tu non ci badare, spingi. Spingi. Fino alla fine. 

Spingi (vivi) finché lo vorrà Dio, o la necessità, o il caso. E non porti domande. Non guardarti indietro. Non piangerti addosso. Non fare un lamento.

Si potrebbe pensare che questa realtà sia "diabolica". Terribile. E che l'unico modo per tollerarla sia essere già matti - l'Elogio alla follia di Erasmo. La vita ci ha insegnato ad essere inconsapevoli per tutelare la nostra sopravvivenza. La vita ha messo in noi un pizzico di follia per aiutarci a tollerare il peso del non-senso.

Ma se fossimo completamente lucidi, che faremmo?
Cieli grigi infrangibili. 
E un salto nel vuoto.

giovedì 16 aprile 2026

Il senso della vita


Due giorni fa ho guardato un video di JustMick nel quale, fra le altre cose, si parlava del fatto che se l'asteroide che ha fatto estinguere i dinosauri fosse caduto in qualunque altro punto del pianeta, i dinosauri - che fino a quel momento erano in ottima salute, avendo governato il pianeta per 160 milioni di anni - non si sarebbero estinti

Questo è uno degli assunti base di cui si serviva lo Youtuber (uno dei migliori che abbiamo in Italia per quanto mi riguarda) per sovvertire concettualmente la legge di causa-effetto a cui i bias del nostro cervello sono abituati. 

Proseguendo nel video si veniva a concludere per mezzo di varie solide argomentazioni che le coincidenze non esistono - tutto è necessario, cioè non potrebbe mai andare diversamente da come va

L'assenza del libero arbitrio è una situazione - per quanto dolorosa per noi, che abbiamo bisogno di credere che ci sia un perché a tutto ed un controllo su tutto - che ci porta ad una conclusione bella e terribile insieme: l'universo è una formula matematica perfetta ed eterna, immutabile e necessaria

Se non abbiamo alcun controllo sulla nostra vita, potremmo paragonarci a palle di metallo che scivolano in tubi dalle direzioni prestabilite (da Dio? Dal cosmo così com'è?) - quello che noi chiamiamo "destino". Che sia possibile operare una modifica ai Grandi, Imperscutabili Piani, è un'illusione disperata a cui ci consacriamo per non impazzire. La fine che faremo, ed ogni singolo passo o scelta che compiamo in ogni singolo istante, sono "arbitrariamente" già decisi.

L'universo, del resto, è un'immagine "fissa": il tempo (e lo spazio-tempo) non esistono realmente.

Avanzo un'ipotesi "esoterica" forse un po' coraggiosa: sappiamo già tutto sul nostro percorso di vita prima di nascere.

Me lo fa dire che alcune intuizioni - nonché "visioni" - che ho avuto della mia vita si sono poi effettivamente realizzate. Abbiamo una mente più complessa di quel che crediamo, e le cosiddette facoltà paranormali, in forma totalizzante o anche solo accennata, possono verificarsi in coincidenza di particolari stati psicologici. 

Io ho avuto alcuni episodi di pre-veggenza in cui ho "visto" con l'occhio della mente il mio attuale compagno, tre anni prima di conoscerlo (doveva essere lui, perché in suddetta "visione" il bambino e poi l'uomo che vidi era biondo, come lui) (no, non avevo fumato o assunto nulla), e alla fine dentro di me c'era una certezza più solida del titanio: "Un giorno io ti troverò", diceva la mia mente, senza nessuna ragione plausibile. Ne ero semplicemente certa, senza motivo.

Credo fermamente nella reincarnazione e seguendo il tracciato dell'esperienza mi sono formata una serie di altre idee-ipotesi sulla natura della vita. Ma una cosa è certa, se vogliamo trovare un senso ad essa, non possiamo perché (almeno dalla nostra microscopica prospettiva umana) non c'è. E' quello di godersela - al massimo.

Un viaggio misterioso, che termina nel buio... lo vivremo come in aereo, rigidi su una sedia con la cintura stretta, o come in crociera, svagandoci e guardando il cielo dal pontile? Su un piano "oggettivo" non ha nessuna importanza, quale delle due. Eppure, su uno personale, è di vitale importanza.

Lascio il link del video di JustMick che ha fatto da spunto a questo post:
https://youtu.be/LDpQ2QjarXQ?si=wAEShkNYD6Z4jxNr