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martedì 19 maggio 2026

Le persone che non vivono a lungo ma vivono come vogliono

Un sorriso sul volto di una tizia di fronte all'ospedale. Un sorriso così serafico e sereno mentre accompagnava suo padre, un anziano, all'ingresso della struttura, sottobraccio. Era una donna di mezza età con i capelli di media lunghezza, biondi. A pochi metri uno sbruffone giovane con gli occhiali da sole riflettenti, a mascherina. Cammina spavaldo come se avesse i coglioni troppo grossi e pesanti per tenere un'andatura normale.
A questo mondo c'è ancora chi è sereno, chi (si vede) non soffre di depressione. Per una depressa, non c'è niente di più assurdo che considerare quante persone non-depresse ci siano al mondo. Tante. Tantissime. Persone che sembrano non-infelici. Ma forse è solo una facciata, una "maschera" sociale di convenienza.
Guardando lo sbruffone farsi avanti ho pensato ad Amy: "... le persone come me non vivono a lungo, ma vivono come vogliono!". E' quello che penso quando vedo gente fumare le sigarette e altro di affine. Dato che il tizio era visibilmente su di giri.

E' dai miei dieci anni che vivo sotto il cono d'ombra di una perenne attenzione meticolosa alle mie presunte precarie condizioni di salute, che in realtà era ed è un modo per "tarparmi le ali", per impedirmi di volare. A furia di iperprotezione volta a soffocare la vita in me, sono diventata malata sul serio -- o se lo ero dapprincipio, mi sono aggravata, di sicuro.

Io devo vivere a lungo da ospedalizzata?
Preferirei tanto bruciare le tappe da essere libero... ma non sono un essere libero. Sono fra le grinfie dei medici a vita, temo