“When we set out to interpret a dream, it is always helpful to ask: What conscious attitude does it compensate?”
«Quando ci accingiamo a interpretare un sogno, è sempre utile chiedersi: quale atteggiamento cosciente compensa?»
C. G. Jung, The Practical use of dream-analysis
Un importante aiuto nei momenti un po’ “blu” me lo dava Mauro Scardovelli (potete facilmente trovare il suo canale su Youtube). In particolare mi intrigava, fra i suoi tanti video, la teoria del doppio legame, estrapolata (e un po’ “remixata”) dall’analisi dei sogni di Jung.
Stamattina ci ripenso perché stanotte ho fatto un sogno abbastanza intenso su una cotta adolescenziale che credevo d’essermi messa alle spalle.
Io e questo soggetto, che chiamerò Antonino, sembravamo volerci bene d’una tenerezza non erotica. Arrivavo a pensare, nella sfera onirica, di preferirlo al mio fidanzato. (Nella veglia sarebbe assurdo).
L’intensa gioia ed appagamento che provavo nel sogno non era comparabile alla mia quotidianità con l’angoscia delle preoccupazioni e il sospetto scorato che forse io non sia amata dal mio uomo come credevo. O che non lo sia più; che stia per lasciarmi, ecc.
Una particolarità è che nel mio sogno ho appiccicato i modi del mio fidanzato ad Antonino, mixando aspetti del carattere di lui con aspetti che ricordavo e idealizzavo in Antonino.
Pensavo che il fatto che non avesse alcuna volontà erotica con me (oltre ad essere coerente) fosse in sé segno di rispetto e affetto più dell’esigenza di avere un rapporto sessuale.
Il mio non è stato un sogno molto canonico. Normalmente si ama qualcuno, si sogna di lui, e tendenzialmente di andare a letto con lui.
Qui c’era: odio nella veglia – tenerezza e piacere della tenerezza nel sogno.
La teoria di Mauro Scardovelli sull’origine di questo tipo di sogni “ambigui” va ricercata in Jung, il quale postulò la teoria di compensazione nei sogni.
Jung sosteneva che:
Chiariamo il significato di “doppio legame“: nella psicologia analitica è un messaggio che esprime qualcosa sottendendo un contenuto inconscio opposto.
Per esempio: una madre loda la bellezza di suo figlio con uno sguardo sottilmente contratto che esprime altro.
Nell’analisi Junghiana dei sogni, in senso lato, si parla di “doppio legame” quando ci si riferisce alla teoria della compensazione dei sogni.
Il contenuto onirico tenderebbe a controbilanciare gli effetti di un sentimento cosciente esprimendo attraverso il sogno quegli atteggiamenti contrari ad esso che sono rimasti sopiti alla coscienza.
In questo caso, l’ambivalenza non è immediata come la propone Scardovelli nei suoi video (“odio/amore”, “no/sì”), ma leggermente più complessa. Jung stesso riconobbe come l’odio non fosse necessariamente l’opposto esatto dell’amore. Proprio per la sua natura “non completamente antitetica” al sentimento d’amore, l’odio può intrufolarsi in una relazione d’amore e sancire relazioni di “amore/odio” di cui riconosciamo l’esistenza anche popolarmente.
Così, tornando a prendere il mio sogno come esempio, forse quello che ho sperimentato non era un Antonino che amavo, ma un Antonino che:
Così, secondo Jung, funzionano i sogni.
Il nostro cervello è una macchina strabiliante.
Io e questo soggetto, che chiamerò Antonino, sembravamo volerci bene d’una tenerezza non erotica. Arrivavo a pensare, nella sfera onirica, di preferirlo al mio fidanzato. (Nella veglia sarebbe assurdo).
L’intensa gioia ed appagamento che provavo nel sogno non era comparabile alla mia quotidianità con l’angoscia delle preoccupazioni e il sospetto scorato che forse io non sia amata dal mio uomo come credevo. O che non lo sia più; che stia per lasciarmi, ecc.
Una particolarità è che nel mio sogno ho appiccicato i modi del mio fidanzato ad Antonino, mixando aspetti del carattere di lui con aspetti che ricordavo e idealizzavo in Antonino.
Pensavo che il fatto che non avesse alcuna volontà erotica con me (oltre ad essere coerente) fosse in sé segno di rispetto e affetto più dell’esigenza di avere un rapporto sessuale.
Il mio non è stato un sogno molto canonico. Normalmente si ama qualcuno, si sogna di lui, e tendenzialmente di andare a letto con lui.
Qui c’era: odio nella veglia – tenerezza e piacere della tenerezza nel sogno.
La teoria di Mauro Scardovelli sull’origine di questo tipo di sogni “ambigui” va ricercata in Jung, il quale postulò la teoria di compensazione nei sogni.
Jung sosteneva che:
- Se un atteggiamento è unilaterale, (in questo caso, l’odio era intenso), la psiche dell’inconscio nei sogni fa riemergere quegli aspetti che l’atteggiamento ha trascurato, nel “doppio legame”
- Se un atteggiamento è misto, il sogno lo riporta così
Chiariamo il significato di “doppio legame“: nella psicologia analitica è un messaggio che esprime qualcosa sottendendo un contenuto inconscio opposto.
Per esempio: una madre loda la bellezza di suo figlio con uno sguardo sottilmente contratto che esprime altro.
Nell’analisi Junghiana dei sogni, in senso lato, si parla di “doppio legame” quando ci si riferisce alla teoria della compensazione dei sogni.
Il contenuto onirico tenderebbe a controbilanciare gli effetti di un sentimento cosciente esprimendo attraverso il sogno quegli atteggiamenti contrari ad esso che sono rimasti sopiti alla coscienza.
In questo caso, l’ambivalenza non è immediata come la propone Scardovelli nei suoi video (“odio/amore”, “no/sì”), ma leggermente più complessa. Jung stesso riconobbe come l’odio non fosse necessariamente l’opposto esatto dell’amore. Proprio per la sua natura “non completamente antitetica” al sentimento d’amore, l’odio può intrufolarsi in una relazione d’amore e sancire relazioni di “amore/odio” di cui riconosciamo l’esistenza anche popolarmente.
Così, tornando a prendere il mio sogno come esempio, forse quello che ho sperimentato non era un Antonino che amavo, ma un Antonino che:
- Se nella veglia veniva odiato, nel sogno viene desiderato con tenerezza;
- Se nella veglia veniva repulso come invadente e tormentoso, nel sogno era promulgatore di rispetto e tatto;
- Se nella veglia veniva mentalmente allontanato con un secco “Non ci voglio avere niente a che fare”, nel sogno condivideva una zona intima con me.
Così, secondo Jung, funzionano i sogni.
Il nostro cervello è una macchina strabiliante.

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