La notte allunga gli artigli -- così avviene nel buio d'una lampada a basso consumo un altro ciclo di fagocitazione e reflusso ... non vomito. Dai miei sedici anni mi procuro il vomito generalmente con successo, ma nelle ultime settimane per quanto mi impegni espello solo un po' di saliva e liquido d'alimento. Ho dovuto segnare 2400 calorie di binge. Ho un sapore metallico, dolciastro in gola acuito dalla sigaretta. Questo è quello che succede da settimane a questa parte. Non posso più ricorrere al vomito. Il mio corpo si rifiuta. Ho uno stomaco distrutto da un decennio di lassativi. Olio di ricino e Verecolene. Non possono capire. Ho smesso di usarli intorno ai ventidue anni. Non portano a perdere grasso, né la teoria della digestione accelerata ha un qualche fondamento circa la minore assunzione di nutrienti.
Sto per ricoverarmi. Ho una diagnosi di DCA "NAS" dovuta al mio corpo. Sta finendo. Non mi spaventa l'idea di un ricovero per disturbi alimentari. Se anche trovassi persone ostili alla mia presenza al pianeta, come è avvenuto in passato, io dovrò mantenere ferma la linea di pensiero di "avere tutto il diritto di essere al mondo, come chiunque altro". Delle volte ci si sente ebrei nel Terzo Reich o neri nell'America vittoriana. Ma il tempo delle lamentele è finito. Sono io che, per prima, penso di essere un'infiltrata, un'intrusa al mondo.
Potrei avere gravi difficoltà nel "piacere alle persone"
ma non sono un alieno. Sono nata in seno al mondo
e al mondo ho tentato di adattarmi dalla più tenera età.
Ignoranza, follia, crudeltà, invidia, rancore, mi hanno cacciata fuori dal perimetro.
Ma io sono grata del "dono della vita".
Se solo al mondo ci fosse un po' di bene...
La vita, sai, è una sorta di "gioco" per nulla divertente, sadico, tragico, da film drammatico, da film dell'orrore a volte. Dicono che l'arte imita la vita, o forse che è la vita che imita l'arte. Sia come sia, noi possiamo guardare un film in televisione o in streaming su Netflix e riconoscere che quelle cose, molte di quelle cose che producono e trasmettono, risuonano nella memoria collettiva. E' per questo che ne siamo appassionati.
Ma questa vita non è Hollywood. Provo a immaginare il "film" della mia vita. Sarebbe una pellicola decadente in bianco e nero, una di quelle lente... lente... lente, dove succedono poche cose e tutte stinte nel grigio. Sarebbe d'un qualche interesse guardare una donna stupidamente felice con malattie e disturbi di ogni tipo, e una vita polverizzata, che polverizza le vite degli altri con una serafica, a tratti davvero odiosa, faccina tenera che pronuncia e dice cose tenere con voce di bambina, come se bastasse, come se giocasse con chi la circonda al bambolotto, e che ha queste esplosioni di sgomento, che teme di doversi nascondere per proteggersi, "Tacere e nascondersi", che vomita, che non lava i denti e non lava i capelli anche per una settimana di fila, e sta nelle coperte sporche dei suoi rigurgiti intestinali, immobile per ore e talvolta per giorni, con piccoli intermezzi di cibo e acqua..
Sarebbe interessante, a qualcuno amante del cinema "d'èlite" potrebbe piacere (a loro piace mangiare anche la merda, non la distinguono dalla cioccolata), osservare questo animale morente, questo bipede addestrato a comunicare e arrancare goffamente, la sua statica ineluttabilmente misera vita? Sarebbe un freak show con i fiocchi, come Bad boy bubby ed Elephant Man, e pochi altri film accuratamente selezionati da un catalogo di cinema "impegnato", "profondo"; rigorosamente in bianco e nero e forse antico, sfalsato, forse muto, con le schermate a spiegare le parole dei personaggi. Alice nel paese della miseria.
C'è una teoria controversa sul significato della "Tana del Bianconiglio" in Alice in wonderland. Quando Alice vi scivola dentro, si dice, secondo alcune teorie ed interpretazioni "occulte" attraversa il tunnel dell'oltretomba. In altri termini, Alice muore inseguendo il Bianconiglio.
Walt Disney è imperdonabile per la vaccata demenziale che ha fatto di un classico della letteratura inglese come Alice nel paese delle meraviglie, il cui primo tentativo di trasposizione cinematografica come vedete qui sopra risale al 1915.
Damien Rice - Colour me in
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