Non so perché continuo ad espormi ... l'ultimo (ennesimo) commento di massimolegnani (orearovescio.wp.com ... visitate il suo blog, il quale è senz'altro intellettualmente più interessante del mio) mi ha portato a ricordare un libricino (in realtà ebook) che ho letto qualche tempo fa.
Mi sono accorta ora che è uscito anche in italiano. Grande ...
... poiché commenti del genere sono un esempio da manuale di che cos'è la realtà dei social (e qui, non siamo nemmeno su un social. In realtà il libro di Lanier affronta più in generale tutta la realtà di Internet odierno, perciò ci può stare. Anche sulle chat dei siti puoi trovare tante persone in vena di giudizi caustici e provocazioni ... e sono il minimo che puoi trovare).
«Ma gli altri cosa possono capire?» è la domanda che sorge spontanea. Presi come sono dalla furiosa famelica volontà di "mostrare, dimostrare, sembrare, essere, imporsi". In questa vasta piazza analizzata dal testo ("tomo" suona più da capra) dal tomo in questione, puoi essere solo vittima o carnefice.
Siamo tesi fra il bisogno di non ferire essendo affettatamente assertivi e compiacenti, e quello di sputare veleno per sentirci "più" ... logici, razionali, sagaci, superiori. E' un continuo bombardare di competitività e arroganza a cui la gentilezza e il diplomatico buon viso a cattivo gioco non pongono nessun argine e sono solo causa, in più, di aggressive gastriti. (C'è una terza via a questi due modus operandi? E qual è? La risposta, per chi la vuole, si trova nel tomo. Cioè: nel titolo del tomo).
«Affidati ad un diario cartaceo o almeno privatizza il blog».
E' una tentazione. E forse lo farò ... quando sarà il momento. (L'espressione non sottende nulla. Oggi stesso o fra un mese, o fra un anno o mai.)

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